lunedì 20 aprile 2015

Praedator Open League - Vercelli

Archiviata l’esperienza Tatami Championship di fine marzo eccoci un’altra volta in partenza, direzione Vercelli per una intensa giornata di combattimenti, il Praedator League ci aspetta, come sempre non sappiamo se sarà la giornata dove le diamo o dove le prendiamo, ma stando chiusi nella propria palestra a raccontarsela il dubbio sicuramente non sparisce.
Portare dieci atleti a combattere è una bella soddisfazione, ma è anche un grosso impegno seguirli tutti in maniera adeguata quando i match si susseguono a ripetizione, fortunatamente ho avuto il prezioso aiuto di Eric e Charaf che si sono prodigati per scaldare a preparare adeguatamente i ragazzi, questo spirito di squadra mi rende orgoglioso… forse anche più delle vittorie.


Le donne del grappling vengono inserite in un girone open dove sono le più leggere, ma in barba alle dimensioni iniziano subito a macinare punti.
Al primo incontro Marta si concede il lusso di finalizzare con triangolo l’avversaria più pesante del torneo mentre Tamara chiude 11-0 ai punti.
Al secondo turno tocca a Tamara misurarsi con l’avversaria più pesante, purtroppo una differenza di oltre 10kg non le permette di esprimersi al meglio e deve incassare una sconfitta ai punti, Marta invece incontra un’avversaria molto dura con la quale fatica ad imporre il suo ritmo, il lavoro costante paga e una combinazione di proiezione e controllo le porta i 5 punti che le valgono la vittoria.
Nel terzo turno dovrebbe avere luogo lo scontro tra Tamara e Marta, solitamente la vittoria viene decisa con il lancio della moneta, ma in questo caso è Tamara a concedere spontaneamente la vittoria a Marta in modo da permettere di puntare all’oro.
Nel quarto ed ultimo incontro entrambe chiudono prima della sirena Marta con una rear naked choke e Tamara con un’armlock.
Risultato finale Marta prima e Tamara terza.


Veniamo ora alle mma, il cuore pulsante della nostra attività.
Per la prima volta porto alle competizioni 2 cadetti e un veteran, perchè non importa se hai solo diciassette anni o se sei alla soglia dei quaranta, se hai voglia di combattere e lavori duro in palestra nessuno può negarti di entrare in gabbia.


Il primo dei cadetti ad entrare in gabbia è Alex, freme, ha voglia di combattere, forse troppa, e la fretta come sempre ti gioca brutti scherzi, nel tentare una proiezione finisce sotto, l’avversario tenta di capitalizzare l’errore cercando di chiudere prima con una leva e poi in ground n’ pound ma Alex riesce a difendersi bene e a non concedere nulla. Allo scadere del tempo purtroppo, ma giustamente, il verdetto è a favore dell’avversario.
Nel secondo incontro fa’ tesoro dell’esperienza appena passata, più calmo e attento rispetto al primo incontro, costruisce le condizioni per una bella proiezione, da quì passa in diverse posizioni di controllo mantenendo costante l’azione di ground n’ pound, alla fine del tempo regolamentare stavolta il braccio alzato è il suo.


Luca, è il secondo cadetto a fare il suo esordio in gabbia, anche lui freme, ma ha la fortuna di vedere il primo incontro di Alex e capisce quale sia la giusta attitudine con cui approcciarsi, colpisce bene, porta l’avversario alla gabbia ed esegue un buon atterramento e da quì termina l’incontro con un costante ground n’ pound, buona la prima, vittoria.


Saltiamo ora agli antipodi, Stefano si mette in gioco tra i veterans, il suo avversario ha leve ben più lunghe e le usa per tenerlo lontano ed impedire le fasi di lotta, Stefano riesce comunque ad accorciare la distanza ed effettuare un buon takedown, i capovolgimenti nella lotta riportano il combattimento in piedi, i continui colpi dell’avversario su bersagli vietati portano l’arbitro a decretare la vittoria di Stefano per squalifica.


Una sola parola può descrivere l’incontro di Andrea: “Guerra”, una guerra fatta di potenti scambi in piedi e di continui capovolgimenti di fronte nel combattimento a terra, alla fine del tempo regolamentare il giudizio è di parità, si va all’overtime, un round che rispecchia fedelmente l’andamento dell’incontro, una proiezione dell’avversario è l’ago della bilancia che fa’ pendere la decisione verso di lui, ma l’immagine più importante è allo scadere del tempo, i due atleti a terra stremati e tutto il palazzetto in piedi ad applaudire un incontro dilettantistico che non ha avuto nulla da invidiare ad alcuni match pro della serata.


Matteo inaugura il festival della ghigliottina, due incontri praticamente fotocopia, un attento lavoro di colpi per portare l’avversario alla gabbia, buona difesa dai tentativi di takedown e paziente costruzione della finalizzazione, un lavoro pulito e preciso svolto con una tranquillità che sembra quella con cui tutti i giorni sta seduto dietro il suo sportello di banca.


Gabriele è vittima dell’irruenza dell’avversario, e della bilancia, costretto alla categoria superiore trova un avversario strutturalmente diverso che impone la sua fisicità, dopo averlo proiettato scarica potenti colpi dalla mezza guardia che portano l’arbitro ad interrompre.


Nicolò è un’altra vittima della bilancia, anche per lui categoria superiore ed avversario dalle lunghe leve che lo accoglie subito con un potente e preciso high kick al volto che condizionerà tutto il match, stordito dal colpo subisce lo striking serrato dell’avversario, due colpi potenti incassati ed una tradiva reazione portano l’arbitro a giudicare la sua difesa “non attiva” e ad interrompere l’incontro.


Nel galà serale Marco si cimenta con il regolamento IMMAF nella categoria pesi welter, match impostato sull’imporre il proprio ritmo, mettere pressione e chiudere il match a terra, un compitino che viene svolto alla perfezione non concedendo mai tregua all’avversario, tre round fatti di striking preciso, buon lavoro di wrestling sia alla gabbia che al suolo e ground n’ pound asfissiante tanto da portare l’arbitro ad interrompere decretando la vittoria per TKO.